E poi pensi che sia davvero tutto finito.
Che sei riuscita a sollevarti che davvero hai dimenticato.
Ti convinci che da oggi si ricomincia, che alla fine ci ha perso lui, che alla fine NON CI DEVO STARE MALE.
E allora ti senti di nuovo felice e con il sorriso sulle labbra sei pronta a riaffrontare il mondo.
Già, ieri è stato una grande giornata, una di quelle che non passavo da un bel pò di tempo.
Ah già, oggi è il 28 giorno di solitudine.
Non sono così disperata (forse) da contarli ma oggi è il 3 giovedì dopo quella fatidica pugnalata alle spalle.
Si perchè è stato un colpo basso. Troppo basso da poterlo prevedere.
Ma pazienza, torniamo alla giornata di ieri.
E' stato bello ho preso in mano una situazione vecchia e stravecchia.
E sembrava che tutto andasse bene, fin quando non è arrivata la fatidica domanda.
E QUEL RAGAZZO?
L'unica cosa che sono riuscita è stata strabuzzare gli occhi, è guardare l'"intervistatore" al di sopra dei miei occhiali cercando di farli capire che era una domanda TOTALMENTE SBAGLIATA.
l'unica risposta è stata.
-Non c'è più.
- Ah.
-Mi ha lasciata.
- Ma si eravate lontani ... e poi non capisci nulla perchè ci hanno già pensato i ricordi ad affogarti.
Poi torni a casa e ricevi un invito.
E non accetti.
Perchè non è il momento, perchè userei qualcuno per dimenticare.
E tu non meriti di essere usato, di pagare le conseguenze di un gesto di un'altra persona.
Scusa ma ho bisogno, ancora, di stare sola, sotto quel punto di vista.
E' meglio così, sia per me, che per te.
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