martedì 7 dicembre 2010

Oggi ho imparato che più cerchiamo di non rovinare qualcosa, più lo teniamo con cura e ci preoccupiamo, più questo si rovina.
Molte volte per capire queste cose bisogna provarle.
Sarà stupido ma si capiscono con le cose più semplici e poi da lì, tutto il ragionamento torna.
Oggi ho comprato un CD.
Per aprirlo ci ho messo circa 20 minuti, avevo paura di romperlo, graffiarlo e rovinarlo.
Dopo essere riuscita ad aprirlo mi sono distrattamente girata un momento, e subito dopo mi sono accorta di avergli procurato una bella riga sulla parte bassa destra.
Non immaginerete mai la mia disperazione iniziale.
Poi pensandoci ho capito che alla fine, un giorno o l'altro mi sarebbe caduto, scivolato o comunque sarebbe capitato di rovinarlo.
Forse l'essere consapevoli minimizza il danno e il rimorso.
Sta di fatto che ripensandoci, forse siamo un po tutti dei Cd e tutti abbiamo sempre paura non di rovinare gli altri, ma di rovinare noi stessi, esponendoci e rischiando d cadere, di romperci o di graffarci.
Sarebbe un disastro, potremmo rimanere per sempre penalizzati, non emettendo più un suono armonioso, potremmo finire con l'essere scartati, buttati. Come i Cd insomma.
Ma quante volte ci capita invece, di prendere apposta un vecchio Cd proprio perché all'interno si trova una delle nostre canzoni del cuore che proprio al minuto 1 e qualche secondo presenta quella piccola attesa, risultato della profonda riga che per il nervoso avevamo inciso su quel disco, vittima della nostra rabbia?
Forse non è così male essere dei Cd... dovremmo solo ricordarci che a volte i Cd oltre che comprati vanno vissuti.

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