Ed è vero che alla fine, arrivati a un certo punto, bisogna fermarsi, e smettere di spaccarsi il culo per gli altri.
Bisogna pensare anche a se stessi e io è da un pò che non lo faccio...
Lo dico perchè l'ho provato sulla mia pelle, non vale la pena impegnarsi troppo per le persone, perchè alla fine, quando non hanno più bisogno, puoi anche andartene che si dimenticano già di tutto.
Forse potrete pensare che è riferito a una persona in particolare, ma, mi spiace non è riferito solo a lui.
E' n discorso in generale che mi fa capire quanto, alla fine, tutti pensino al loro tornaconto, nonostante si parli di sentimenti.
E allora basta fermiamoci e pensiamo davvero a quello che siamo noi : quello che vogliamo, quello che non vogliamo, quello che ci piace, quello che non ci piace, quello che ci fa bene, e quello che ci fa male.
CHIARIAMOCI LE IDEE.
e io ho proprio bisogno di chiarirle e per poterlo fare vorrei poter partire lasciare tutto, tutti tanto alla fine... non faccio sentire la mia mancanza.
Quanti errori compiamo tutti i giorni che consideriamo minuscoli, insignificante ma dovremmo ricordarci che ci sono persone che con questi errori, con queste piccole insicurezze, costruiscono enormi castelli che li rende ancora più forti sulle spalle degli altri.
lunedì 31 gennaio 2011
martedì 25 gennaio 2011
...
Vorrei trovare le parole giuste per non sembrare troppo melodrammatica, ma se dicessi che va tutto bene, dire solo bugie.
Perchè nulla va più
bene. Mi sento persa e abbandonata nonostante ci siano tante persone intorno a me che mi sostengono. Mi manchi tu.
E nessuno potrebbe sostituire il tuo posto. Ho il cuore a pezzi e le ossa rotte... non vedo e non sento niente. Le mie parole sembrano fumo: appena escono dalla mia bocca si sono già dissolte nell'aria ed è per questo che le mie grida non le sente nessuno.
Ma vorrei davvero gridare. Gridare al mondo intero tutto il dolore che provo in questo momento.
Dicono chiusa una porta si apre un portone, ma io non la penso così.
E oggi, più di ogni altro giorno mi rendo conto che ogni cosa è davvero andata in frantumi.
Pensarti come un amico, adesso, proprio non mi riesce, ma meglio così che il nulla totale.
Vorrei sapere per te come stanno davvero le cose.
Se qualche volta mi pensi, ci pensi a quello che abbiamo condiviso insieme...
Ma so che comunque non ne sentiresti la mancanza.
Sarà, ma mi pare di essere proprio caduta troppo dall'alto per riuscire ad alzarmi e non ci riesco proprio, preferisco stare in un angolo a pensare a tutto quello che vorrei gridarti in faccia ma che poi alla fine non cambierebbe nulla.
Ci si rende conto dell'importanza di una persona solo quando la si perde e io sto capendo più che mai che non ho mai voluto bene a qualcuno come ne ho voluto e come ne voglio a te.
Continuo a chiedermi dove ho sbagliato, perchè non sei ancora qui con me, ma non trovo spiegazioni ma so per certo che non avrei voluto finisse così, e se quella maledettissima domenica avessi saputo che quella sarebbe stata l'ultima volta che ti avrei visto, non ti avrei salutato in quel modo così frettoloso.
Se potessi riavvolgere il nastro della mia vita per tornare a quel giorno ti ripeterei il doppio delle volte che Ti Amo e che sei la cosa per me più importante... perchè solo questa la verità, aldilà di tutto.
Devo dimenticarmi di queste parole.
Oggi sarebbero stati quattro mesi, e io avrei voluto poterti dire che per me è come il primo giorno...
Perchè nulla va più
bene. Mi sento persa e abbandonata nonostante ci siano tante persone intorno a me che mi sostengono. Mi manchi tu.
E nessuno potrebbe sostituire il tuo posto. Ho il cuore a pezzi e le ossa rotte... non vedo e non sento niente. Le mie parole sembrano fumo: appena escono dalla mia bocca si sono già dissolte nell'aria ed è per questo che le mie grida non le sente nessuno.
Ma vorrei davvero gridare. Gridare al mondo intero tutto il dolore che provo in questo momento.
Dicono chiusa una porta si apre un portone, ma io non la penso così.
E oggi, più di ogni altro giorno mi rendo conto che ogni cosa è davvero andata in frantumi.
Pensarti come un amico, adesso, proprio non mi riesce, ma meglio così che il nulla totale.
Vorrei sapere per te come stanno davvero le cose.
Se qualche volta mi pensi, ci pensi a quello che abbiamo condiviso insieme...
Ma so che comunque non ne sentiresti la mancanza.
Sarà, ma mi pare di essere proprio caduta troppo dall'alto per riuscire ad alzarmi e non ci riesco proprio, preferisco stare in un angolo a pensare a tutto quello che vorrei gridarti in faccia ma che poi alla fine non cambierebbe nulla.
Ci si rende conto dell'importanza di una persona solo quando la si perde e io sto capendo più che mai che non ho mai voluto bene a qualcuno come ne ho voluto e come ne voglio a te.
Continuo a chiedermi dove ho sbagliato, perchè non sei ancora qui con me, ma non trovo spiegazioni ma so per certo che non avrei voluto finisse così, e se quella maledettissima domenica avessi saputo che quella sarebbe stata l'ultima volta che ti avrei visto, non ti avrei salutato in quel modo così frettoloso.
Se potessi riavvolgere il nastro della mia vita per tornare a quel giorno ti ripeterei il doppio delle volte che Ti Amo e che sei la cosa per me più importante... perchè solo questa la verità, aldilà di tutto.
Devo dimenticarmi di queste parole.
Oggi sarebbero stati quattro mesi, e io avrei voluto poterti dire che per me è come il primo giorno...
Auguri.
lunedì 24 gennaio 2011
Cielo...
-Quello che è importante, non lo si vede...E' come per il fiore. Se tu vuoi bene a un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite. E' come per l'acqua. Quella che tu mi hai dato da bere era come musica, c'era la carrucola e c'era la corda...ti ricordi...era buona-
-Certo...-
-Guarderai le stelle, la notte. E' troppo piccolo da me perchè ti possa mostrare dove si trova la mia stella. E' meglio così. La mia stella sarà per te una delle stelle. Allora, tutte le stelle, ti piacerà guardarle... Tutte, saranno tue amiche. E poi ti voglio fare un regalo...- Rise ancora.
-Ometto mio, mi piace sentire questo riso!-
-E sarà proprio questo il mio regalo...-
-Che cosa vuoi dire?-
-Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. Per gli uni, quelli che viaggiano, le stelle sono delle guide. Per altri non sono che delle piccole luci. Per altri, che sono sapienti, sono dei problemi. Per il mio uomo d'affari erano dell'ora. Ma tutte queste stanno zitte. Tu, tu solo avrai dell stelle che nessuno ha...Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere! E quando ti sarai consolato ( ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: "Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo. Sarà come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere...Sarà bello, sai. Anch'io guarderò le stelle. Tutte le stelle saranno dei pozzi con un carrucola arrugginita. Tutte le stelle mi verseranno da bere...Sarà talmente divertente! Tu avrai cinquecento milioni di sonagli, io avrò cinquecento milioni di fontane...-
E tacque anche lui perchè piangeva.
E mi piace la notte ascoltare le stelle. Allora sono felice. E tutte le stelle ridono dolcemente.
Ecco perchè spesso il cielo rimane l'unica cosa che ci tiene in contatto con qualcuno perchè in qualunque posto ci troviamo, a qualunque ora il cielo è sempre visibile, da qualsiasi punto e non importa se sia giorno e notte...perchè fino a quando riusciremo a vedere lo stesso cielo si è sempre vicini.
-Certo...-
-Guarderai le stelle, la notte. E' troppo piccolo da me perchè ti possa mostrare dove si trova la mia stella. E' meglio così. La mia stella sarà per te una delle stelle. Allora, tutte le stelle, ti piacerà guardarle... Tutte, saranno tue amiche. E poi ti voglio fare un regalo...- Rise ancora.
-Ometto mio, mi piace sentire questo riso!-
-E sarà proprio questo il mio regalo...-
-Che cosa vuoi dire?-
-Gli uomini hanno delle stelle che non sono le stesse. Per gli uni, quelli che viaggiano, le stelle sono delle guide. Per altri non sono che delle piccole luci. Per altri, che sono sapienti, sono dei problemi. Per il mio uomo d'affari erano dell'ora. Ma tutte queste stanno zitte. Tu, tu solo avrai dell stelle che nessuno ha...Quando tu guarderai il cielo, la notte, visto che io abiterò in una di esse, visto che io riderò in una di esse, allora sarà per te come se tutte le stelle ridessero. Tu avrai, tu solo, delle stelle che sanno ridere! E quando ti sarai consolato ( ci si consola sempre), sarai contento di avermi conosciuto. Sarai sempre il mio amico. Avrai voglia di ridere con me. E aprirai a volte la finestra, così, per il piacere... E i tuoi amici saranno stupiti di vederti ridere guardando il cielo. Allora tu dirai: "Si, le stelle mi fanno sempre ridere!" e ti crederanno pazzo. Sarà come se t'avessi dato, invece delle stelle, mucchi di sonagli che sanno ridere...Sarà bello, sai. Anch'io guarderò le stelle. Tutte le stelle saranno dei pozzi con un carrucola arrugginita. Tutte le stelle mi verseranno da bere...Sarà talmente divertente! Tu avrai cinquecento milioni di sonagli, io avrò cinquecento milioni di fontane...-
E tacque anche lui perchè piangeva.
E mi piace la notte ascoltare le stelle. Allora sono felice. E tutte le stelle ridono dolcemente.
Ecco perchè spesso il cielo rimane l'unica cosa che ci tiene in contatto con qualcuno perchè in qualunque posto ci troviamo, a qualunque ora il cielo è sempre visibile, da qualsiasi punto e non importa se sia giorno e notte...perchè fino a quando riusciremo a vedere lo stesso cielo si è sempre vicini.
domenica 23 gennaio 2011
Il Principe e la Volpe...
-Che cosa vuol dire addomesticare?
-E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire "creare dei legami"...
-Creare dei legami?
-Certo, tu fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo. (...) Se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri...(...)Per favore addomesticami.
-Volentieri
-Non si conoscono che le cose che si addomesticano. Se tu vuoi un amico addomesticami!
-Che bisogna fare?
-Bisogna essere molto pazienti. In principio tu ti siederai un pò lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò, con la coda dell'occhio e tu non mi dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un pò più vicino.
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
-Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora. Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore...
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
-Ah!- disse la volpe -Piangerò-
-La colpa è tua- disse il piccolo principe, - io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi...-
-E' vero- disse la volpe.
-Ma piangerai!- disse il piccolo principe.
-E' certo-, disse la volpe.
-Ma allora che ci guadagni?-
-Ci guadagno, il colore del grano. Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto-
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
-Voi siete belle, ma siete vuote-
E ritornò dalla volpe.
-Addio- disse.
-Addio- disse la volpe -Ecco il mio segreto: NON SI VEDE BENE CHE CON GLI OCCHI. L'ESSENZIALE è INVISIBILE AGLI OCCHI.
-L'essenziale è invisibile agli occhi- ripetè il piccolo principe, per ricordarselo.
- E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante-
-E' il tempo che ho perduto per la mia rosa...- sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
-Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa...-
-IO sono responsabile della mia rosa...- ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
-E' una cosa da molto dimenticata. Vuol dire "creare dei legami"...
-Creare dei legami?
-Certo, tu fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo. (...) Se tu mi addomestichi, la mia vita sarà come illuminata. Conoscerò un rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri...(...)Per favore addomesticami.
-Volentieri
-Non si conoscono che le cose che si addomesticano. Se tu vuoi un amico addomesticami!
-Che bisogna fare?
-Bisogna essere molto pazienti. In principio tu ti siederai un pò lontano da me, così, nell'erba. Io ti guarderò, con la coda dell'occhio e tu non mi dirai nulla. Le parole sono una fonte di malintesi. Ma ogni giorno tu potrai sederti un pò più vicino.
Il piccolo principe ritornò l'indomani.
-Sarebbe stato meglio ritornare alla stessa ora. Se tu vieni, per esempio, tutti i pomeriggi alle quattro, dalle tre io comincerò ad essere felice. Col passare dell'ora aumenterà la mia felicità. Quando saranno le quattro, incomincerò ad agitarmi e ad inquietarmi; scoprirò il prezzo della felicità! Ma se tu vieni non si sa quando, io non saprò mai a che ora prepararmi il cuore...
Così il piccolo principe addomesticò la volpe.
E quando l'ora della partenza fu vicina:
-Ah!- disse la volpe -Piangerò-
-La colpa è tua- disse il piccolo principe, - io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi...-
-E' vero- disse la volpe.
-Ma piangerai!- disse il piccolo principe.
-E' certo-, disse la volpe.
-Ma allora che ci guadagni?-
-Ci guadagno, il colore del grano. Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo. Quando ritornerai a dirmi addio, ti regalerò un segreto-
Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose.
-Voi siete belle, ma siete vuote-
E ritornò dalla volpe.
-Addio- disse.
-Addio- disse la volpe -Ecco il mio segreto: NON SI VEDE BENE CHE CON GLI OCCHI. L'ESSENZIALE è INVISIBILE AGLI OCCHI.
-L'essenziale è invisibile agli occhi- ripetè il piccolo principe, per ricordarselo.
- E' il tempo che tu hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante-
-E' il tempo che ho perduto per la mia rosa...- sussurrò il piccolo principe per ricordarselo.
-Gli uomini hanno dimenticato questa verità. Ma tu non la devi dimenticare. Tu diventi responsabile per sempre di quello che hai addomesticato. Tu sei responsabile della tua rosa...-
-IO sono responsabile della mia rosa...- ripetè il piccolo principe per ricordarselo.
sabato 22 gennaio 2011
Sveliamo il mistero...
ますます愛しています = Ti Amo Ogni Giorno di Più.
Ecco svelato il mistero...perchè sono sicura che altrimenti non avresti mai saputo quello che significava, sperano che ancora tu abbia quella lettera...ma se fosse il contrario non mi meraviglierei.
giovedì 20 gennaio 2011
Speranza
"Se vuoi che ti lascio in pace lo faccio, ma certe volte... certe volte incontri una persona e capisci che tutto quello che hai fatto finora, tutto quello che è stata la tua vita fino a questo momento, dev'essere stato giusto... non può essere stato troppo brutto o troppo sbagliato, se ti ha portato a incontrare questa persona. E tu per me sei questa persona. Vuoi che me ne vada?"
Certe volte poniamo domande di cui già conosciamo la risposta, ma nonostante questo coltiviamo sempre la speranza di sbagliarci.
Certe volte poniamo domande di cui già conosciamo la risposta, ma nonostante questo coltiviamo sempre la speranza di sbagliarci.
Abbiamo il brutto vizio di dare tutto per scontato, e ci facciamo prendere dalla paura quando siamo felici.
Paura che non sia poi tutto scontato e che quello che finalmente abbiamo trovato possa da un giorno all'altra crollare lasciandoci sprofondare in un abisso creato da noi stessi.
E poi ci meravigliamo. Pensavamo di aver fatto tutto bene ma poi scopriamo che non è così.
E allora dovremmo imparare dagli errori passati a costruire il futuro, senza dare proprio nulla per scontato perchè in un anno possono cambiare molte cose, ma in una settimana ancora di più.
Paura che non sia poi tutto scontato e che quello che finalmente abbiamo trovato possa da un giorno all'altra crollare lasciandoci sprofondare in un abisso creato da noi stessi.
E poi ci meravigliamo. Pensavamo di aver fatto tutto bene ma poi scopriamo che non è così.
E allora dovremmo imparare dagli errori passati a costruire il futuro, senza dare proprio nulla per scontato perchè in un anno possono cambiare molte cose, ma in una settimana ancora di più.
mercoledì 19 gennaio 2011
Per ricominciare non esistono parole migliori...
Qualcuno vivendo la vita ha imparato queste cose
e magari le imparo anche io:
E cioè che non importa quanto
sia buona una persona perchè
ogni tanto ti ferirà
e per questo bisognerà che tu la perdoni sempre.
E che ci vogliono anni per costruire la fiducia
e solo pochi secondi per distruggerla.
E che il miglior futuro è basato
sul passato dimenticato
non puoi andare bene nella vita
prima di lasciare andare
i tuoi fallimenti passati
i tuoi dolori.
Allora non importa in quanti pezzi il tuo cuore
sia spezzato
il mondo non si ferma aspettando che tu lo ripari.
Ed è per questo che devi rialzarti più forte di prima
perchè forse dio vuole farci incontrare
un po’ di amori sbagliati
prima di catapultarci in quello giusto
almeno cosi quando
finalmente lo avremo accanto
sapremo come ripagare questo dono sublime che è l’amore.
E ricordiamoci che non conosciamo ciò
che abbiamo prima di perderlo,
ma è anche vero che non sappiamo
quello che ci è mancato prima di averlo.
Sai ci vuole solo un minuto per offendere qualcuno,
un ora per piacergli ,
un giorno per amarlo,
ma se è amore occorre una vita per dimenticare.
E che non sempre è sufficiente essere perdonato da qualcuno
nella maggior parte dei casi sei tu a dover perdonare te stesso.
giovedì 13 gennaio 2011
STORIA DI UNA GABBIANELLA E DEL GATTO CHE LE INSEGNò A VOLARE.
Tutti conoscono la storia classica. Io voglio dare una mia personale interpretazione.
C'era una volta una gabbianella piccola e spennata, non proprio la gabbianella più bella.
E c'era un gatto, con un pelo lucido, apparentemente sicuro di sè.
Casualmente una sera i due si incontrarono e scoprendo di avere un pò di cose in comune decisero di frequentarsi.
Una sera però il gatto cercò d'indagare di più sulla storia di quella gabbianella così diversa dalle altre.
E scoprì che la gabbianella non sapeva volare.
Il gatto però, essendo un gatto non sapeva come aiutarla ma preso dalla foga dell'attimo le promise che le avrebbe insegnato lui a volare.
I due allora diventarono sempre più forti e facevano lezioni di volo ogni volta che avevano un attimo libero.
La gabbianella pensava di non essere ancora pronta, mentre il gatto si.
Nonostante questo il gatto decise che era arrivato il momento di vedere se davvero la gabbianella aveva imparato a volare, e di sua volontà allungò le zampe e la spinse giù da una grossa montagna, che nel corso degli incontri si erano divertiti a scalare insieme.
La gabbianella colta di sorpresa non riuscì subito ad aprire le ali e si fece prendere dal panico, poi, in un atto di sopravvivenza aprì queste ali e prese il volo.
Nonostante l'immensa felicità di essere finalmente riuscita a volare, sentendosi un pò una gabbianella "normale" non riuscì però a godersi in pieno l'attimo perchè il gatto spongendola giù le aveva conficcato le unghie nelle ali e nonostante l'immenso piacere nel sentire la terra sotto di lei , la gabbianella continuava a pensare a quel dolore.
Ma la storia era finita e il gatto aveva mantenuto la promessa INSEGNARLE A VOLARE. LA GABBIANELLA AVEVA IMPARATO. ED ERA GIUNTO IL MOMENTO DI VOLARE. SOLA. NEL CIELO. PORTANDOSI DIETRO LE CICATRICI, CHE IL GATTO LE AVEVA PROCURATO BUTTANDOLA DALLA MONTAGNA.
Questa è la MIA STORIA, quella di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a Volare.
Tutti conoscono la storia classica. Io voglio dare una mia personale interpretazione.
C'era una volta una gabbianella piccola e spennata, non proprio la gabbianella più bella.
E c'era un gatto, con un pelo lucido, apparentemente sicuro di sè.
Casualmente una sera i due si incontrarono e scoprendo di avere un pò di cose in comune decisero di frequentarsi.
Una sera però il gatto cercò d'indagare di più sulla storia di quella gabbianella così diversa dalle altre.
E scoprì che la gabbianella non sapeva volare.
Il gatto però, essendo un gatto non sapeva come aiutarla ma preso dalla foga dell'attimo le promise che le avrebbe insegnato lui a volare.
I due allora diventarono sempre più forti e facevano lezioni di volo ogni volta che avevano un attimo libero.
La gabbianella pensava di non essere ancora pronta, mentre il gatto si.
Nonostante questo il gatto decise che era arrivato il momento di vedere se davvero la gabbianella aveva imparato a volare, e di sua volontà allungò le zampe e la spinse giù da una grossa montagna, che nel corso degli incontri si erano divertiti a scalare insieme.
La gabbianella colta di sorpresa non riuscì subito ad aprire le ali e si fece prendere dal panico, poi, in un atto di sopravvivenza aprì queste ali e prese il volo.
Nonostante l'immensa felicità di essere finalmente riuscita a volare, sentendosi un pò una gabbianella "normale" non riuscì però a godersi in pieno l'attimo perchè il gatto spongendola giù le aveva conficcato le unghie nelle ali e nonostante l'immenso piacere nel sentire la terra sotto di lei , la gabbianella continuava a pensare a quel dolore.
Ma la storia era finita e il gatto aveva mantenuto la promessa INSEGNARLE A VOLARE. LA GABBIANELLA AVEVA IMPARATO. ED ERA GIUNTO IL MOMENTO DI VOLARE. SOLA. NEL CIELO. PORTANDOSI DIETRO LE CICATRICI, CHE IL GATTO LE AVEVA PROCURATO BUTTANDOLA DALLA MONTAGNA.
Questa è la MIA STORIA, quella di una Gabbianella e del Gatto che le insegnò a Volare.
Ci sono periodi in cui vedi tutto a colori, più colori di quelli che in realtà ci sono.
Ci sono periodi in cui vedi tutto nero, buio e triste.
CI sono, poi periodi in cui vedi e basta.
Che cosa voglio dire? voglio dire che in questi periodi vedi, vedi il mondo per quello che davvero è.
E non riesci a vedere quello che davvero è, non riesci a reagire anche se quello che vedi non è quello che ti saresti immaginato e l'unica cosa che riesci a dire è che va bene così.
Se è quello che vuoi, ok.
Ci sono periodi in cui vedi tutto nero, buio e triste.
CI sono, poi periodi in cui vedi e basta.
Che cosa voglio dire? voglio dire che in questi periodi vedi, vedi il mondo per quello che davvero è.
E non riesci a vedere quello che davvero è, non riesci a reagire anche se quello che vedi non è quello che ti saresti immaginato e l'unica cosa che riesci a dire è che va bene così.
Se è quello che vuoi, ok.
martedì 11 gennaio 2011
Cavolo è un casino di tempo che non scrivo.
E' vero ci sarebbero tante cose che dovrei scrivere, ma non voglio apparire melodrammatica agli occhi delle persone che capirebbero a chi mi riferisco.
Posso solo confermare la frase che dice "FIN QUANDO NON PERDI QUALCOSA, NON LE DAI MAI IL VERO VALORE"
Bhè posso dire che è la verità, che spesso ci facciamo prendere dall'abitudine o dall'orgoglio e non riusciamo a vivere appieno ogni momento.
Io lo faccio sempre e poi arrivi in certi momenti dove capisci che in realtà tutto quello che è intorno a te è destinato a crollare, lasciandoti poi davvero solo in compagnia delle cose che non hai saputo vivere.
E' facile dire queste cose, un pò meno metterle in pratica, com'è difficile DIMENTICARE E PERDONARE.
Il mio carattere spesso mi dice che eviterei molti problemi se riuscissi a fare queste cose ma dimenticare e perdonare in questo caso significherebbe lasciare da parte un pezzo di vita che non è andata come doveva proprio per colpa di un errore che nonostante capito è sempre stato fatto.
Forse è vera anche la frase di prima ma anche questa lo è altrettanto:
SBAGLIARE è UMANO, PERSEVERARE è DIABOLICO.
E' vero ci sarebbero tante cose che dovrei scrivere, ma non voglio apparire melodrammatica agli occhi delle persone che capirebbero a chi mi riferisco.
Posso solo confermare la frase che dice "FIN QUANDO NON PERDI QUALCOSA, NON LE DAI MAI IL VERO VALORE"
Bhè posso dire che è la verità, che spesso ci facciamo prendere dall'abitudine o dall'orgoglio e non riusciamo a vivere appieno ogni momento.
Io lo faccio sempre e poi arrivi in certi momenti dove capisci che in realtà tutto quello che è intorno a te è destinato a crollare, lasciandoti poi davvero solo in compagnia delle cose che non hai saputo vivere.
E' facile dire queste cose, un pò meno metterle in pratica, com'è difficile DIMENTICARE E PERDONARE.
Il mio carattere spesso mi dice che eviterei molti problemi se riuscissi a fare queste cose ma dimenticare e perdonare in questo caso significherebbe lasciare da parte un pezzo di vita che non è andata come doveva proprio per colpa di un errore che nonostante capito è sempre stato fatto.
Forse è vera anche la frase di prima ma anche questa lo è altrettanto:
SBAGLIARE è UMANO, PERSEVERARE è DIABOLICO.
lunedì 3 gennaio 2011
Non sono bella.
Non sono nemmeno simpatica.
Non nessun talento particolare. Anzi.
Non sono nemmeno capace di fare un piatto di pasta.
Sono una persona abbastanza noiosa.
Non mi apro subito e ci vuole pazienza nel sopportarmi.
Non ho gli occhi verdi.
Non ho i capelli lunghi, di un bellissimo castano.
E purtroppo non sono nemmeno in grado di renderti felice, come riesce a fare lei.
Non sono nemmeno simpatica.
Non nessun talento particolare. Anzi.
Non sono nemmeno capace di fare un piatto di pasta.
Sono una persona abbastanza noiosa.
Non mi apro subito e ci vuole pazienza nel sopportarmi.
Non ho gli occhi verdi.
Non ho i capelli lunghi, di un bellissimo castano.
E purtroppo non sono nemmeno in grado di renderti felice, come riesce a fare lei.
Sapete quelle sere in cui vorresti spaccare il mondo, perchè ti fa schifo?
Quelle serate in cui anche l'amico più caro ti pare uno stronzo?
Quelle serate dove la vita ti sembra solo un passaggio per qualcosa di più grande e forse ancora peggiore?
Quelle serate dove l'unico sogno ancora intatto è quello di scappare da tutto?
Quelle serate in cui nemmeno le tue canzoni preferite ti riescono a tranquillizzare?
Quelle serate in cui vorresti davvero dare fuoco a tutto?
Quelle sere in cui sai di avere tutto ciò che hai sempre desiderato ma nonostante questo ti sembra tutto così lontano.
Forse quelle serate non ce le ho solo io.
Forse quelle serate possono fare danni.
Forse sarebbe ora di ascoltare gli amici e dimenticare queste serate di merda, sarebbe ora di vivere ogni attimo di tutto quello che si capita nel modo migliore, fidandoti e buttandoci.
Ma non credo sia così semplice.
A parole forse lo è.
Eppure non credo di meritarmi tutto questo e probabilmente queste serate sono il senso di colpa che si è venuta a creare pensando che forse se non fossi mai entrata nella tua vita, ti sarebbe andato tutto meglio.
Si, io avrei continuato la solita merda, e non stavo bene per nulla.
Ora si sto bene ma tu?
Forse io non sono mai uscita da quella merda, che dall'oggi al domani presentava un quadro diverso, orse sto trascinando anche te all'interno ed è l'ultima cosa che voglio.
Forse io critico tanto gli altri per l'essere bravi solo a parole, ma se io fossi peggio di loro?
Questa è una di quelle serate in cui mi sento una merda.
Vorrei essere capace di rendere la tua vita migliore, facendoti passare bei momenti e lasciandoti dei bei ricordi, ma penso che la mia fragilità mi uccida a poco a poco.
La verità è che la paura inarrestabile di venire abbandonata non è mai morta dentro di me.
Forse sono egoista, o forse una squilibrata.
Io a dire il vero, non mi sento nessuna delle due.
Forse è questo il problema: non mi sento niente, non trovo un modo per definirmi.
Qualcuno ha detto " Definire è Limitare" forse aveva ragione ma in un mondo come questo chi non è definito è una mina vagante pronta a conficcarsi nella carne di un altro.
Eppure molti mi direbbero: hai tutto quello che hai sempre cercato!
E hanno ragione eppure non penso di meritarmi tutto questo, di meritarti, vorrei,ma non riesco.
Forse sei tu che ci riesci troppo bene, a rendermi la vita migliore.
Non trovo spiegazioni e la cosa è davvero frustrante.
Quelle serate in cui anche l'amico più caro ti pare uno stronzo?
Quelle serate dove la vita ti sembra solo un passaggio per qualcosa di più grande e forse ancora peggiore?
Quelle serate dove l'unico sogno ancora intatto è quello di scappare da tutto?
Quelle serate in cui nemmeno le tue canzoni preferite ti riescono a tranquillizzare?
Quelle serate in cui vorresti davvero dare fuoco a tutto?
Quelle sere in cui sai di avere tutto ciò che hai sempre desiderato ma nonostante questo ti sembra tutto così lontano.
Forse quelle serate non ce le ho solo io.
Forse quelle serate possono fare danni.
Forse sarebbe ora di ascoltare gli amici e dimenticare queste serate di merda, sarebbe ora di vivere ogni attimo di tutto quello che si capita nel modo migliore, fidandoti e buttandoci.
Ma non credo sia così semplice.
A parole forse lo è.
Eppure non credo di meritarmi tutto questo e probabilmente queste serate sono il senso di colpa che si è venuta a creare pensando che forse se non fossi mai entrata nella tua vita, ti sarebbe andato tutto meglio.
Si, io avrei continuato la solita merda, e non stavo bene per nulla.
Ora si sto bene ma tu?
Forse io non sono mai uscita da quella merda, che dall'oggi al domani presentava un quadro diverso, orse sto trascinando anche te all'interno ed è l'ultima cosa che voglio.
Forse io critico tanto gli altri per l'essere bravi solo a parole, ma se io fossi peggio di loro?
Questa è una di quelle serate in cui mi sento una merda.
Vorrei essere capace di rendere la tua vita migliore, facendoti passare bei momenti e lasciandoti dei bei ricordi, ma penso che la mia fragilità mi uccida a poco a poco.
La verità è che la paura inarrestabile di venire abbandonata non è mai morta dentro di me.
Forse sono egoista, o forse una squilibrata.
Io a dire il vero, non mi sento nessuna delle due.
Forse è questo il problema: non mi sento niente, non trovo un modo per definirmi.
Qualcuno ha detto " Definire è Limitare" forse aveva ragione ma in un mondo come questo chi non è definito è una mina vagante pronta a conficcarsi nella carne di un altro.
Eppure molti mi direbbero: hai tutto quello che hai sempre cercato!
E hanno ragione eppure non penso di meritarmi tutto questo, di meritarti, vorrei,ma non riesco.
Forse sei tu che ci riesci troppo bene, a rendermi la vita migliore.
Non trovo spiegazioni e la cosa è davvero frustrante.
domenica 2 gennaio 2011
Cazzo, mi sento uno schifo.
Nel vero senso della parola.
Ho un mal di testa assurdo e il mio collo non riesce a sostenere la mia testa, nonostante il contenuto non sia dei più pesanti.
Stasera è una di quelle serate dove comincio a fare pensieri in cui metto in discussione tutto.
Capitano, e fanno schifo e male.
Non ci sarebbe bisogno pure lo faccio e tutto questo viene scatenato da una frase, o anche solo una parola o da uno di quei fottuti link di facebook.
PROPOSITI PER L'ANNO NUOVO: CANCELLARE IL PROFILO.
Adesso dico così ma tanto non cancello proprio niente.
Eppure intorno a me succede un casino.
Gente che viene, gente che va.
Ma io non sono una galleria.
Io mantengo i segni di ogni passaggio.
Nel vero senso della parola.
Ho un mal di testa assurdo e il mio collo non riesce a sostenere la mia testa, nonostante il contenuto non sia dei più pesanti.
Stasera è una di quelle serate dove comincio a fare pensieri in cui metto in discussione tutto.
Capitano, e fanno schifo e male.
Non ci sarebbe bisogno pure lo faccio e tutto questo viene scatenato da una frase, o anche solo una parola o da uno di quei fottuti link di facebook.
PROPOSITI PER L'ANNO NUOVO: CANCELLARE IL PROFILO.
Adesso dico così ma tanto non cancello proprio niente.
Eppure intorno a me succede un casino.
Gente che viene, gente che va.
Ma io non sono una galleria.
Io mantengo i segni di ogni passaggio.
Eccolo: IL PRIMO POST DEL 2011!
Non aspettatevi nessuna perla di saggezza, perchè ho il cervello decisamente troppo stanco.
Dico solo che il mio capodanno è stato, come dire...ALLEGRO!
Come "allegri" erano la maggior parte dei miei amici.
Mi sono sentita molto fiera di me stessa per non aver bevuto ma devo dire che mi sento anche una grande imbranata per non essere riuscita a preparare il caffè con quella macchina infernale.
Fantastici gli ultimi dieci minuti del 2010 in compagnia di Mark Tremonti.
I primi 10 minuti al telefono con amici vari, e a brindare con la Coca-Cola!
Il viaggio in macchina fino in montagna parando il culo a un mio amico...più che ubriaco...RICCARDO, MI DEVI UNA CENA.
Non posso che dire 263 di questi giorni, anche se probabilmente qualcuno non sarà della mia stessa idea.
Non aspettatevi nessuna perla di saggezza, perchè ho il cervello decisamente troppo stanco.
Dico solo che il mio capodanno è stato, come dire...ALLEGRO!
Come "allegri" erano la maggior parte dei miei amici.
Mi sono sentita molto fiera di me stessa per non aver bevuto ma devo dire che mi sento anche una grande imbranata per non essere riuscita a preparare il caffè con quella macchina infernale.
Fantastici gli ultimi dieci minuti del 2010 in compagnia di Mark Tremonti.
I primi 10 minuti al telefono con amici vari, e a brindare con la Coca-Cola!
Il viaggio in macchina fino in montagna parando il culo a un mio amico...più che ubriaco...RICCARDO, MI DEVI UNA CENA.
Non posso che dire 263 di questi giorni, anche se probabilmente qualcuno non sarà della mia stessa idea.
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